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Ven, Ott
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Mental Training

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Oltre il normale allenamento giornaliero per il proprio corpo e oltre la giusta nutrizione, un buon atleta deve tener conto anche della propria psicologia e del proprio stato di salute mentale. La figura del mental coach nasce a fine del XX secolo e oggi tutti i grandi atleti ne hanno almeno uno.  Anche l’atleta non professionista però dovrebbe allenare il suo aspetto psicologico, con dei semplici esercizi o stili di vita adeguati.

Il primo punto riguarda IL SONNO. L’esercizio fisico contrasta i disturbi del sonno  gli atleti in genere non hanno DS o ne hanno molti meno della popolazione normale. I sonnellini diurni possono essere strategici per la prestazione sportiva  purchè siano svolti in modo funzionale (power naps).  I power naps devono durare dai 20’ ai 60’ migliorano la prestazione psicomotoria in un compito di discriminazione di stimoli e in un compito cognitivo) e riducono la sonnolenza.  Possono durare anche più di 60 minuti ma devono terminare almeno 2 ore prima della gara o allenamento.

Il secondo punto è il MENTAL TRAINING. Il Mental Training è un programma di allenamento strutturato che aiuta l’atleta a sviluppare e a potenziare le proprie abilità mentali e, se integrato all’allenamento fisico (tecnico-tattico), può facilitare il raggiungimento di prestazioni sportive di alto livello. Il MT è un allenamento che utilizza gli stessi principi generali dell’allenamento atletico. Nell’allenamento atletico, gli stimoli sono i carichi di lavoro, nel caso dell'allenamento mentale, gli stimoli sono unità di attività cognitiva, emozionale ed ideomotoria che, ripetuti, provocano cambiamenti a livello mentale e cognitivo. Si devono perciò eseguire sedute di allenamento con cadenza regolare su base di un programma. L’obiettivo dell’allenamento mentale è lo sviluppo di abilità psicologiche specifiche per aumentare il rendimento, ovvero ottimizzare la prestazione. Le abilità psicologiche sono: _Controllo emotivo ( si può migliorare attraverso tecniche di rilassamento e di energizzazione, le prime attraverso la respirazione puntano a far capire all’atleta i punti di maggior tensione; le seconde puntano a far attivare un atleta che si torva privo di energie). Per l’energizazzione ci sono vari metodi: 1-Esercizio del respiro. Una respirazione toracica e più veloce induce un innalzamento dell’arousal (stato di attivazione psicofisiologica).  2-Biofeedback per innalzare parametri  fisiologici quali battito cardiaco, pressione sanguigna,frequenza respiratoria  3-Lo Psyching-up. Strategie comportamentali  (prima o durante l’esercizio) basate su esercizi di ripetizione mentale (self-talk ) che insegnino all’atleta a entrare con sempre maggiore facilità in questo stato psicologico. _Immaginazione e ripetizione mentale (l’allenamento ideo-motorio consiste nella ripetizione mentale di un singolo gesto tecnico o dell’azione tecnica nel suo complesso in assenza di un’esecuzione reale con lo scopo di migliorare le prestazioni dell’atleta in gara e in allenamento.)  _ Controllo dei pensieri (Il dialogo interno è l’abilità nella gestione dei pensieri ed è considerata una delle fonti principali di autostima. Gli atleti che controllano i loro pensieri anziché lasciarli scorrere liberamente sviluppano un dialogo interno con se stessi che favorisce il crescere della loro autostima.)